Immersioni

307020

Di difficile inquadramento è solitamente il fatto (infrequente) di osservare, di attendere, di pazientare di fronte all’Immagine. Lo è perchè l’osservazione implica la copresenza, la parità tra osservato ed osservante, quando il ””Cinema”” per come lo si intende ormai sempre (=l’industria) si basa su due fondamentali concetti formativi: il denaro (e fin qui tutto chiaro) e la pretesa narcisistica/l’imbeccata gratificante della superiorità di chi dell’Immagine fruisce rispetto, appunto, all’Immagine in sé. L’industria di fatto non costruisce sull’Immagine, costruisce piuttosto ad immagine e somiglianza di chi guarda (e paga): motivo per cui è urgente anche questa forma di rivolta dell’Immagine, non solo nella sua costituzione sperimentale, ma anche nella sua granitica impassibilità ed indifferenza, nella riaffermazione dell’Immagine nella sua completezza ed immersiva incedenza, nella contemplazione, finalmente, della sua formazione e nella lotta alla riverenza cui viene costretta.